“Delitto alla Scala”: Franco Pulcini agli Incontri d’autore

Milano, novembre di un futuro prossimo. Su un balcone del Teatro alla Scala viene assassinato il direttore d’orchestra che avrebbe dovuto dirigere la Prima, la mitica serata mondana del 7 dicembre. Inizia così Delitto alla Scala, il romanzo poliziesco di Franco Pulcini (edito da Ponte alla Grazie) che sarà presentato agli Incontri d’autore lunedì 6 marzo alle 17,30.

Franco Pulcini, musicologo e saggista, è direttore editoriale del teatro alla Scala e docente di Storia della Musica al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. È uno dei maggiori esperti italiani di opera e drammaturgia. È stato critico musicale dell’Unità, ha collaborato con la Rai, Sky e le principali riviste italiane. L’autore presenterà il libro dialogando con Maria Grazia Caldirola.

Milano, novembre di un futuro prossimo. Su un balcone del Teatro alla Scala viene assassinato il direttore d’orchestra che avrebbe dovuto dirigere la Prima, la mitica serata mondana del 7 dicembre. L’opera in programma è L’Arianna di Monteverdi, il cui manoscritto, dato a lungo per disperso, è stato ritrovato da poco. Il titolo gode di fama iettatoria e già nei tempi antichi aveva portato sciagure. Una nuova tragedia avvolge così la prima opera tragica della storia. Ma quest’Arianna è davvero l’originale del 1608? O il manoscritto è un banale falso che potrebbe essere smascherato all’ascolto? Manca solo un mese all’inaugurazione, la situazione è drammatica, ma la macchina teatrale non si può fermare. Se non si salva lo spettacolo, l’onore della Scala è in gioco.

Incaricato delle indagini è Abdul Calì, commissario arabo-siciliano, che non ha mai messo piede nel tempio della musica. Dovrà inventarsi i metodi per dipanare la matassa dove si annodano fosche passioni da palcoscenico, invidie, nervosismi, reticenze, interessi erotici ed economici. Un’immersione nel più sovraeccitato narcisismo artistico, quello dell’opera lirica, dove le star non si placano mai. Un mondo popolato di astute prime donne, al cui confronto ogni altro artista è un figurante. Insensibili al sangue versato alla vigilia della Prima, si nascondono fino all’ultimo all’ombra dell’ipocrita necessità dello show must go on.

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