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Mag
23
Gio
2019
Giovedì Culturali – Rifugiati al centro. I corridoi umanitari e l’associazionismo dei rifugiati @ Cultura e Sviluppo
Mag 23@20:45–23:00

È possibile governare l’immigrazione? Sì. Come? Coniugando un’accoglienza sicura e legale con un’integrazione mirata, ad esempio. Lo dimostreremo nel prossimo incontro dei Giovedì Culturali attraverso la narrazione dell’esperienza dei corridoi umanitari, con particolare riferimento all’attività dell’Associazione Mosaico – Azioni per i rifugiati, composta da rifugiati, la prima di questo tipo in Piemonte. I corridoi umanitari sono uno dei modelli di accoglienza di cui gli Stati Europei dispongono per attuare un programma sicuro e legale di trasferimento e integrazione in Italia rivolto a migranti in condizione di particolare vulnerabilità. Si tratta di un metodo di accoglienza che offre una piena sicurezza per chi arriva e per chi accoglie: i migranti evitano i “viaggi della morte” e di finire intrappolati nella rete dei trafficanti di esseri umani. Il progetto è stato avviato in Italia nel 2015 a seguito della firma di un Protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e il Governo italiano, ed è stato rinnovato il 7 novembre 2017. Il progetto non pesa in alcun modo sullo Stato. A Torino, dopo l’ accoglienza, il programma di integrazione si è esteso, in un caso, alla fondazione dell’associazione Mosaico – Azioni per I rifugiati con il sostegno e il finanziamento soprattutto dell’8 per Mille della Chiesa Valdese.

L’associazione Mosaico è nata a Torino nel 2006, ad opera di un gruppo di rifugiati che si sono riuniti per aiutare altri rifugiati e promuovere i diritti di tutti coloro che scappano dalle persecuzioni. Dal 2006, l’associazione si è espansa, accogliendo consensi ed adesioni da parte di altri rifugiati, cittadini italiani e stranieri. Oggi Mosaico è costituita da un gruppo di volontari affiatati, che lavorano con entusiasmo e condividono lo stesso obiettivo fondamentale: la promozione dei diritti dei rifugiati. Mosaico è membro del Tavolo dei Rifugiati del Comune di Torino e collabora attivamente con la Prefettura e tutte le organizzazioni locali che si occupano di rifugiati. Inoltre, l’associazione è attualmente membro dell’ECRE, European Council on Refugees and Exiles.

Approfondiremo le tematiche dell’accoglienza e dell’integrazione

GIOVEDI 23 MAGGIO 2019
ORE 20,45-23

nell’incontro dal titolo

RIFUGIATI AL CENTRO
i corridoi umanitari e l’associazionismo dei rifugiati

Nostri ospiti saranno

MARIA BONAFEDE
Pastora della Chiesa valdese di Torino

BERTHIN NZONZA
Direttore Associazione Mosaico

NOUHOUM TRAORÈ
Vice Presidente Associazione Mosaico

L’evento è promosso in collaborazione con il Comitato Welcoming Europe di Alessandria, formato da 25 associazioni, nato dalla manifestazione “Per un’Europa senza muri” del settembre scorso. Introdurrà e modererà l’incontro Rosmina Raiteri, coordinatrice del Comitato Welcoming Europe.

Mag
27
Lun
2019
Incontri d’autore – Margherita Oggero presenta “La vita è un cicles” @ Cultura e Sviluppo
Mag 27@17:30–19:00

La vita è un cicles, il ritorno al giallo di una delle scrittrici italiane più amate, vincitrice del premio Bancarella nel 2016.

In una gelida mattina d’inverno, nel retro dell’Acapulco’s, uno dei peggiori bar di Torino, viene ritrovato un morto ammazzato. Chi è? Ma soprattutto, chi l’ha fatto fuori, e perché? Massimo, giovane laureato in Lettere che per sbarcare il lunario prepara panini e scongela brioches precotte, non sa nulla di quel cadavere con la faccia spappolata, così come sembra non saperne niente neppure Gervaso detto Gerry, il figlio del padrone del bar, un ragazzotto non proprio sveglio, più interessato a conquistare la bella Sabrina che a fare fatica dietro al bancone… A dirigere le indagini con la sua squadra c’è il commissario Gianmarco Martinetto, un poliziotto dal carattere ruvido e apparentemente scostante come la sua città, che deve rimboccarsi le maniche per risolvere questo intricato caso in cui le piste investigative si confondono e si sovrappongono. Dietro l’omicidio c’è forse la mano di una misteriosa mafia veneta che ha il controllo della periferia torinese? Oppure è uno spietato regolamento di conti per una faccenda di droga, o prostituzione? E chi è veramente Gilda, femme fatale che fa perdere la testa a Massimo, bravo ragazzo più a suo agio con le versioni di latino che con i sentimenti?
In una girandola di irresistibili colpi di scena e con la sua scrittura densa di humour nero, Margherita Oggero regala un giallo dal ritmo serrato in cui come sempre Torino, e non solo i suoi abitanti, ha un ruolo da assoluta protagonista: la Torino delle periferie, della clandestinità, del degrado, della convivenza difficile, dimenticata dalla politica ma teatro di grandissima e mai sopita vitalità.

Margherita Oggero, ex insegnante di Lettere, è nata e vive a Torino. Nel 2002 pubblica il suo primo romanzo, La collega tatuata, con Mondadori. L’anno successivo esce Una piccola bestia ferita, che ispira la serie televisiva Provaci ancora, prof! con Veronica Pivetti, a cui seguono altri romanzi di successo con protagonista la professoressa investigatrice Camilla Baudino, tra cui Qualcosa da tenere per sé (2007). Il suo ultimo libro con Mondadori è La ragazza di fronte (2015), premio Bancarella 2016, mentre nel 2017 ha pubblicato con Einaudi il romanzo Non fa niente.

Mag
30
Gio
2019
Giovedì Culturali – Fine della vita: giustizia, dignità e rispetto @ Cultura e Sviluppo
Mag 30@18:30–22:30

Da Socrate in poi la filosofia ha affrontato il tema della fine della vita, come affrontarla nel modo più giusto, dignitoso, e rispettoso. Oggi la scienza e la tecnologia hanno cambiato profondamente il nostro modo di pensare e vivere questi momenti, sollevando nuove questioni e dilemmi con i quali medici, pazienti e famigliari devono confrontarsi. Il termine “cure palliative” ha assunto un significato molto ampio, specialmente per l’età pediatrica, arrivando a contemplare “l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base non risponde più a trattamenti specifici”. Poiché il tema del dolore e del fine vita copre ambiti sensibili, molto spesso destinati alla rimozione e, talora, investiti di crociate ideologiche, nel prossimo appuntamento dei Giovedì Culturali si affronteranno gli aspetti etici e filosofici con illustri esperti di queste discipline.

Per discutere di questi temi vi invitiamo dunque

GIOVEDI 30 MAGGIO 2019
ORE 18.30 – 22.30

Aprirà la serata il concerto del Coro “Ave Nahele”, formazione che attraverso il canto unisce genitori e figli nel superamento delle avversità della vita.

Seguirà la conferenza dal titolo

FINE DELLA VITA: GIUSTIZIA, DIGNITÀ E RISPETTO

Nostri ospiti saranno

PATRIZIA BORSELLINO, Professore ordinario di Filosofia del Diritto presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca e Presidente del Comitato per l’etica di fine vita (CEF)

MASSIMO REICHLIN, Professore Ordinario di filosofia morale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, membro del Comitato Etico dell’Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele di Milano

LUCA SAVARINO, Professore Associato di Filosofia Morale presso l’università del Piemonte Orientale, membro del Comitato nazionale di bioetica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Thematic Reference Group on Bioethics del CEC (Conference of European Churches)

DARIUSCH ATIGHETCHI, Professore di Bioetica Islamica alla Facoltà di Teologia di Lugano

Introduce e modera FRANCESCO GUALA, Professore Ordinario di Economia Politica presso l’Università di Milano, Presidente dell’Associazione Cultura e Sviluppo.

La conferenza si terrà al termine del convegno Orizzonti e limiti delle cure palliative
pediatriche in ambito neurologico ed oncologico (qui il programma completo)