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Nov
24
Lun
2014
Caffè Scienza – Ebola: come si affronta l’epidemia
Nov 24@16:30–18:00

Dallo scorso marzo è in corso la peggiore epidemia di Ebola della storia. Al Caffè Scienza si discuterà della malattia, di come si affronta l’emergenza sanitaria in Africa e di quali siano le misure di prevenzione in Italia con un medico specialista in malattie infettive e un’operatrice umanitaria con molte esperienze in Africa.

Roberto Raso, medico specializzato in Igiene e Sanità pubblica, è responsabile delle funzioni di sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie infettive dell’Asl Al di Alessandria. La Regione Piemonte si avvale del SeReMi (Servizio regionale di riferimento per le malattie infettive) dell’Asl Alessandria.

Claudia Marinelli, infermiera di pronto soccorso e operatrice umanitaria di Medici Senza Frontiere dal 2010, è recentemente rientrata dalla Repubblica Democratica del Congo dove ha fatto parte delle équipe intervenute per fronteggiare una seconda epidemia di Ebola scoppiata contemporaneamente a quella che ha colpito l’Africa occidentale. Claudia ha operato come coordinatrice del team degli infermieri nel centro di trattamento per l’Ebola allestito da MSF a Lokola, una località isolata e priva di collegamenti stradali che ha reso particolarmente difficile il raggiungimento dei pazienti e l’intervento volto a limitare la diffusione del virus.

Medici Senza Frontiere (MSF) è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Premio Nobel per la Pace nel 1999, fornisce soccorso umanitario in più di 60 Paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o disastri naturali. Sin dai primi casi di persone contagiate dal virus Ebola in Guinea, nel marzo scorso, Medici Senza Frontiere è in prima linea in Africa occidentale per assistere il maggior numero possibile di persone e contrastare la diffusione del virus. L’organizzazione ha messo in campo un massiccio spiegamento di forze, con più di 3.300 operatori umanitari oggi al lavoro, oltre 1.100 tonnellate di materiale inviato in Guinea, Liberia e Sierra Leone e 6 centri di trattamento per l’Ebola allestiti in questi Paesi. In questi mesi gli operatori medico umanitari di MSF hanno sottoposto più di 5.600 pazienti al test di controllo del virus e salvato la vita di oltre 1.400 persone.

Contemporaneamente, da agosto a ottobre, MSF ha fronteggiato una seconda epidemia di Ebola scoppiata contemporaneamente in Repubblica Democratica del Congo, che, in un momento davvero complesso, ha richiesto ulteriori sforzi all’organizzazione nel reclutamento di personale qualificato e nella mobilitazione di materiali.

Testimone principale di Ebola e al lavoro su più fronti, in maniera sempre più insistente con il passare dei mesi MSF ha lanciato numerosi appelli per denunciare la situazione epidemica senza precedenti in Africa occidentale e l’inadeguatezza degli aiuti internazionali. Oggi la risposta internazionale si è finalmente messa in moto ma deve essere più flessibile per consentire di rispondere rapidamente a nuovi focolai e di rimettere in piedi il sistema sanitario locale collassato proprio a causa dell’epidemia.

Dic
19
Mar
2017
Caffè Scienza – I robot mettono le radici @ Cultura e Sviluppo
Dic 19@17:30–19:00

Le piante rappresentano un’eccellente fonte di ispirazione per la progettazione e lo sviluppo di nuove tecnologie al servizio dell’uomo. L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha sviluppato il primo robot al mondo ispirato alle piante, il plantoide, che sarà presentato al Caffè Scienza.

Il robot plantoide imita le capacità di movimento e sensoriali delle radici. L’obiettivo della ricerca, svolta nell’ambito di un progetto finanziato dalla Commissione Europea, è duplice: da un lato si propone di condurre studi avanzati sulla capacità di crescita e penetrazione delle radici, sulle loro capacità sensoriali e di comunicazione tra di esse; dall’altro di fornire modelli e prototipi robotici che li imitino. Il Plantoide nasce dalla necessità di creare nuovi sistemi autonomi e semplici da utilizzare con l’obiettivo di riconoscere gli inquinanti nel suolo e le alterazioni chimico-fisiche indotte dall’attività antropica, e intervenire per ripristinare lo stato di salute dell’ambiente. Altri campi applicativi prevedono l’esplorazione spaziale, le attività di salvataggio e, come scenari a lungo termine, lo sviluppo di endoscopi flessibili e sensorizzati per applicazioni nel settore medico.

Relatori: Barbara Mazzolai, direttore del Centro di Micro-BioRobotica a Pontedera dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Nel 2013 riceve la Medaglia del Senato della Repubblica italiana e nel 2015 il premio internazionale Genova: una donna fuori dal coro per le sue ricerche nel campo della robotica bioispirata. Sempre nel 2015 è nominata da RoboHub tra le 25 donne più influenti nel settore della robotica. Da gennaio a luglio 2017 è Visiting Faculty presso Aerial Robotics Lab, Department of Aeronautics, dell’Imperial College di Londra. Svolge le sue ricerche nel campo della biomimetica, robotica bioispirata e soft.

Emanuela Del Dottore, postDoc presso il Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Si interessa soprattutto di ricerca in robotica, intelligenza artificiale e bioispirazione.

Alessio Mondini svolge attività di ricerca presso il Centro di Micro-Biorobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia. I suoi interessi principali includono microsistemi, biorobotica, elettronica di controllo per sistemi miniaturizzati e bioispirati.

Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo grazie a Nova Coop – Presidio Soci di Alessandria

Gen
8
Lun
2018
Caffè Scienza – Vivere su Marte e viaggiare nello spazio @ Cultura e Sviluppo
Gen 8@18:00–19:00

VIVERE SU MARTE E VIAGGIARE NELLO SPAZIO

LUNEDI 8 GENNAIO
ore 18,00 – 19,00

Come vivranno le persone su Marte? Un team del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha sviluppato un progetto rispondendo a questa domanda per Mars City Design 2017, una competizione internazionale sulle città sostenibili da costruire sul pianeta rosso nel prossimo secolo. Redwood Forest, il progetto vincitore, prevede cupole che possono ospitare fino a 50 persone con spazi pubblici aperti, piante e acqua. Gli habitat si trovano in cima a una rete di tunnel sotterranei che forniscono l’accesso agli spazi privati e costituiscono il sistema di trasporto per una comunità di 10.000 persone. Oltre alla connettività, i tunnel offrono ai residenti la protezione dalle radiazioni cosmiche, dagli impatti dei micrometeoriti e dalle variazioni termiche estreme. Il team del MIT, del quale fa parte l’alessandrina Valentina Sumini, ha l’obiettivo di creare un ambiente confortevole per gli abitanti. Molte delle caratteristiche del progetto potrebbero essere utili anche sulla Terra. I veicoli elettrici che viaggiano su reti sotterranee a più livelli potrebbero aiutare a ridurre le città americane congestionate. I criteri di progettazione potrebbero essere utili per creare spazi di vita e di lavoro in ambienti difficili, come le alte latitudini, i deserti e il fondale marino.

Valentina Sumini fa parte anche del gruppo che ha vinto la competizione indetta dalla NASA per una stazione spaziale che contiene un hotel di lusso per turisti spaziali.

Relatrice: Valentina Sumini, Postdoc al Massachusetts Institute of Technology nel Gruppo di ricerca Digital Structures (Strutture Digitali) del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale. La sua attività di ricerca ha lo scopo di esplorare strategie di form-finding e di ottimizzazione strutturale per gli habitat di esplorazione spaziale sulla Luna e Marte.

Al termine dell’incontro sarà offerto un aperitivo grazie a Nova Coop – Presidio Soci di Alessandria