Alessandria dopo la pandemia: il sindaco e l’economista a confronto

Il primo appuntamento della nuova stagione dei Giovedì Culturali è stato dedicato alla città di Alessandria, alla sua situazione economica e alle prospettive in questa fase di emergenza sanitaria. Con il professor Carluccio Bianchi e il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco si è parlato delle dinamiche temporali e delle conseguenze economiche dell’epidemia da Covid-19, di come l’amministrazione comunale ha affrontato l’emergenza sanitaria e di come intende gestire la situazione sociale ed economica che ci attende.

Sono tre le fasi della pandemia: il professor Bianchi, docente di Macroeconomia all’Università del Piemonte Orientale, ha ricordato che c’è stata una fase di crescita a partire dal 19 febbraio, con i focolai di Codogno e Vo’, fino ad arrivare al picco intorno al 20 marzo. È poi seguita una fase decrescente fino all’estate per arrivare ad una ripresa dei casi con l’inizio delle vacanze, fase tuttora in corso con i dati in crescita (attualmente circa 2000 casi positivi al giorno). A livello europeo sono comunque la Spagna, la Francia e il Regino Unito a preoccupare maggiormente, considerato il dato relativo dei contagi per milione di abitanti.

I punti di forza del sistema italiano sono stati l’istituzione precoce del lockdown, intenso e prolungato e con un’attenuazione solo graduale, la chiusura delle scuole (condizione che ha avuto peraltro molti svantaggi, sia per gli studenti sia per le famiglie), il comportamento responsabile dei cittadini e l’uso dei dispositivi di protezione individuale, l’aumento della capacità e della rapidità dei test e dei tracciamento dopo la fase 3 e i maggiori controlli, come avviene per esempio negli aeroporti italiania.

Peraltro inizialmente il sistema socio-sanitario si è rivelato impreparato, la centralità del sistema ospedaliero ha favorito la trasmissione delle infezioni, si sono verificate una iniziale scarsa adesione alla strategia delle 3 T (testare, tracciare, trattare), la diffusione dei casi nelle residenze sanitarie assistenziali, un ritardo nell’adozione delle zone rosse nel Bergamasco e nel Bresciano, un allentamento nei controlli estivi, proprio nei periodi di assembramento durante le vacanze, e uno scarso uso dei sistemi informatici di rilevazione dei contagi e dei contatti.

Con 8 casi ogni mille abitanti, il Piemonte è la quinta regione italiana per intensità epidemica. Il dato riferito alla provincia di Alessandria è invece più alto (circa 10).

Il tasso di letalità della malattia in Italia è dell’11,5 per cento, praticamente quasi nullo fino ai 50 anni di età fino al picco di oltre 30 per cento per la popolazione ultraottantenne.

Il professor Bianchi ha spiegato che in realtà, dall’indagine sierologica dell’Istat, effettuata per capire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato gli anticorpi al coronavirus anche in assenza di sintomi, i contagi effettivi risultino 6 volte i casi ufficiali al 15 luglio, pertanto il tasso ricalcolato è pari al 2,3 per cento.

Nella nostra provincia il tasso di letalità risulta del 16 per cento ma considerato che il rapporto tra contagi effettivi e ufficiali è di circa 5,4, i tasso ricalcolato è pari al 3,2 per cento.

Bianchi si è poi soffermato sulle conseguenze economiche della pandemia spiegando come l’andamento trimestrale del Pil, pressoché stabile negli ultimi anni, sia precipitato nel secondo trimestre del 2020: la caduta è paragonabile nella storia recente solo a periodo della guerra (1943-44). Oltre al crollo degli investimenti, c’è stato un calo dei consumi provocato dal lockdown, soprattutto nell’ambito della cultura e del turismo.

Anche il numero di occupati è diminuito ed è calato pure il tasso di disoccupazione, un dato che può apparire sorprendente ma che si spiega con l’abbandono della ricerca attiva del lavoro da parte di molte persone.

Il sindaco Gianfranco Cuttica di Revigliasco ha parlato della situazione della città. Dopo l’introduzione delle misure urgenti per il contenimento dell’epidemia, il Comune è intervenuto nei primi giorni, tramite la Protezione civile, con l’allestimento di due tende adiacenti al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile e Infantile, con la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei luoghi di cultura e delle strutture sportive comunali e la modifica degli orari di ricevimento al pubblico negli uffici.

È stata poi costituita l’Unità di crisi per il coordinamento comunale dell’emergenza che ha provveduto all’organizzazione degli uffici e dei servizi comunali con particolare riferimento alle modalità di accesso da parte dell’utenza, al controllo della temperatura corporea di tutti coloro, dipendenti e non, che entrano nel Palazzo comunale e ha dato mandato al Cissaca di attivare il servizio di consegna a domicilio di generi di prima necessità (alimentari e farmaci principalmente) per over 65 e disabili che non abbiano familiari o possibilità alternative.

Il sindaco ha poi ricordato il piano AL.Via, un atto di indirizzo finalizzato ad adottare le prime misure necessarie per il rilancio economico e sociale della città in conseguenza della grave crisi generata dall’emergenza sanitaria. Il piano si articola su due fronti, con interventi specifici per 1.300.000 euro per ciascun settore di interesse: sostenere l’offerta delle imprese e la domanda delle famiglie.

Per le imprese si tratta di ridurre la pressione tributaria e tariffaria (locale e nazionale), i costi fissi d’azienda, semplificare le procedure burocratiche del Comune, realizzare infrastrutture a servizio dell’economia locale, salvaguardare l’economia delle imprese partecipate del Comune e intraprendere iniziative di reti d’impresa al fianco delle associazioni di categoria.

La domanda delle famiglie è sostenuta tramite la riduzione della pressione tributaria e tariffaria, il sostegno alla morosità incolpevole sui canoni di locazione, l’agevolazione dei percorsi urbani su gomma (pubblici e privati), la riattivazione dei servizi socio educativi, la salute pubblica nella ripresa delle relazioni sociali e il coordinamento delle iniziative private per acquisti a domicilio.

In piena crisi sono comunque arrivate richieste di insediamenti produttivi, segno che la città è di nuovo un polo di interesse industriale.

Il covid ha comunque rallentato alcuni cambiamenti: su questo è intervenuto il vicesindaco Davide Buzzi Langhi che ha parlato del progetto della ztl nel centro storico (corso Roma, via san Lorenzo, via della Vittoria e relative traverse). Sono anche previsti investimenti per mezzi non inquinanti del comune e della raccolta rifiuti.

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