C’era una volta la comunità? Ai Giovedì Culturali gli antropologi Aime e Barba

Proseguono in diretta streaming gli incontri dell’Associazione Cultura e Sviluppo. Il prossimo appuntamento dei Giovedì Culturali è in programma giovedì 21 gennaio alle ore 18 (su questo sito, sulla pagina Facebook dell’Associazione e su YouTube a questo link), e si svolgerà nuovamente in collaborazione con l’Associazione PerCorsi, che sta organizzando la rassegna “Nel Mondo che cambia: sfide globali e nuovi attori internazionali”, nell’ambito del Festival delle Conoscenze, promosso da Fondazione Acos per la Cultura e dedicato quest’anno al tema del cambiamento.

L’incontro dal titolo Ricostruire le comunità: dal locale, al globale passando per il virtuale vedrà la partecipazione dell’antropologo Marco Aime, che dialogherà con il collega Bruno Barba, intorno ai temi del volume Comunità (2019, Il Mulino).

Come e quando la comunità ha smesso di essere il nostro orizzonte sociale e psicologico? Se la società urbano-industriale ha contribuito a indebolire relazioni e rituali depositari di una memoria condivisa, il vero cambiamento è arrivato con l’avvento (e il sopravvento) della Rete, con le sue communities virtuali in cui velocità, tweet e like sostituito qualità, conversazione, amicizia. In questa era dei “non-luoghi” e dell’eterno presente, tuttavia, il bisogno di comunità resta. Perché allora non provare a ricostruire un “noi” fondato su autentici legami di prossimità?

Marco Aime è professore ordinario presso l’Università degli Studi di Genova, dove insegna Antropologia Culturale. Consulente scientifico del Festival “Dialoghi sull’uomo” di Pistoia, dedicato all’antropologia del contemporaneo, ha inoltre collaborato a quattro volumi per la collana Dialoghi sull’uomo – Utet. Nel 2019 ha pubblicato per l’editore Il Mulino il volume dal titolo Comunità. Tra i suoi altri volumi, si possono ricordare Eccessi di culture (2004) e Contro il razzismo. Quattro ragionamenti (2016), pubblicati da Einaudi.

Bruno Barba è ricercatore di Antropologia del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova. Da quasi trent’anni studia il meticciato culturale e il sincretismo religioso del Brasile. Tra le sue pubblicazioni: Dio Negro, mondo meticcio (2013, Seid) e Meticcio: l’opportunità della differenza (2015, Effequ).

Introduce l’incontro Gianpaolo Bovone, presidente della Fondazione Acos Cultura. Moderano Maria Elisabetta Lanzone e Fabio Lavagno dell’Associazione PerCorsi.

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