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Quando riusciremo a scoprire le cure per le malattie neurodegenerative? Non nei prossimi decenni ma tutti possiamo fare qualcosa per vivere con la mente sana il più a lungo possibile. E perché non troviamo le cure? Perché non conosciamo ancora abbastanza il nostro cervello. Sono i temi trattati al Caffè Scienza che ha tenuto Dmitry Lim, professore associato di Fisiologia presso il Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università del Piemonte Orientale.

Il limite fisiologico dell’organismo umano è di circa 100 anni ma si constata che il numero malati di demenze aumenta con l’aumentare dell’aspettativa di vita. “Il problema non è vivere a lungo ma stare bene fino alla fine della vita” ha spiegato il professor Lim.

Il cervello usa molta energia: anche se pesa 1,5 kg, pari a circa il 2 per cento del corpo, a riposo consuma il 18 per cento dell’energia. I muscoli, pari al 45-50 per cento del corpo, consumano il 18 per cento dell’energia a riposo e il 90 se si fa sport. Durante lo studio o il lavoro creativo il cervello arriva al massimo 25 per cento, quindi già a riposo è molto esigente in termini di energia e praticamente non si spegne mai. Per questo deve essere ben nutrito con ossigeno e glucosio.

I neuroni generano segnali elettrici e sono il ramo logistico del cervello. La memoria e la coscienza (la memoria di se stessi) non si spengono mai e richiedono una costante attività dei neuroni. La memoria è delocalizzata in più zone della corteccia: nell’ippocampo è coinvolta la memoria spaziale, nell’amigdala si forma la memoria emozionale legata soprattutto ai ricordi sgradevoli. La memoria dinamica non può essere spenta, il cervello non può allocare le memorie e conservarle pertanto richiede un dispendio costante di energia per mantenere i ricordi e la coscienza.

L’invecchiamento comporta una diminuzione di apporto di sangue al cervello: con meno ossigeno e glucosio i neuroni non lavorano più bene. Per mantenersi in salute, anche mentalmente, serve fare attività fisica e creativa (ad esempio dipingere), socializzare, viaggiare. Ma il cervello senile ha ancora potenziale? Il professor Lim ha spiegato che l’attività mentale e creativa dura molto più a lungo della maturità riproduttiva e fisica e può rimanere in piena forma fino alla morte.

Quando iniziamo ad invecchiare? C’è un lento accumulo di cambiamenti fino ad arrivare ad un punto di non ritorno, assolutamente individuale: “è fondamentale iniziare a fare attività prima di questo di raggiungere questo punto: gli studi dimostrano che l’attività fisica fa bene, e non solo al cervello”.

In conclusione il relatore ha detto che “non conosciamo abbastanza il nostro cervello, non ci sono sufficienti investimenti. La ricerca di base è fondamentale, serve capire come è fatto il nostro cervello per avere le conoscenze fondamentali per affrontare e curare le malattie”.

Qui potete rivedere l’incontro